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Breve storia del CIHEAM

1962 – Sette Paesi europei fondano a Parigi il CIHEAM (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Méditerranéennes).
Promotori del nuovo organismo erano stati l’OCSE ed il Consiglio d’Europa, convinti che per i Paesi europei del Sud fosse necessario formare una nuova leva di quadri dirigenti nel settore agricolo e sviluppare tra di essi lo spirito della cooperazione internazionale 

Per attuare la sua missione, il CIHEAM fonda l’Istituto Agronomico Mediterraneo (IAM) di Bari (Italia) e l’IAM di Montpellier (Francia). Successivamente fonderà (1969) l’IAM di Saragozza (Spagna) e (1983) l’IAM di Chania (Grecia).

1976 - Viene istituzionalizzato il rapporto di collaborazione con la FAO (Food and Agriculture Organization). Negli anni successivi il CIHEAM stipula accordi di collaborazione con l’UNESCO, la FEZ (Fédération Européenne de Zootechnie), l’ICARDA (International Center for Agricultural Research in Dry Areas), l’ACSAD (Arab Center for the Studies of Arid Zones and Dry Lands), l’OADA (Organisation Arabe pour le Développemnt Agricole).

1983 - Ha inizio – e diventerà progressivamente sempre più intensa - la collaborazione con la Commissione dell’Unione Europea.

Il CIHEAM decide di estendere la sua azione all’intera regione mediterranea. Ai Paesi europei fondatori si aggiungono negli anni successivi Paesi nordafricani, mediorientali e balcanici. Oggi i Paesi membri del CIHEAM sono 13: Albania, Algeria, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Libano, Malta, Marocco, Portogallo, Spagna, Tunisia e Turchia.

Anni ’90 - Le sollecitazioni dei Paesi membri ed i nuovi orientamenti della politica mediterranea dell’UE inducono il CIHEAM ad estendere il suo impegno anche alla progettazione di interventi sul territorio nell’ambito dei programmi della cooperazione internazionale allo sviluppo.

Anni 2000 – Nella prospettiva dell’allargamento ad Est dell’UE, il CIHEAM affida all’IAM di Bari il compito di estendere all’area balcanico-danubiana l’attività di formazione e quella di progettazione di interventi sul territorio. Su richiesta della FAO e dell’IFAD (International Found Agricultural Development), questa attività è estesa ai Paesi confinanti con il Vicino Oriente (Iran) che presentano problematiche agronomiche simili a quelle mediterranee.

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