News

300170

Salento Clean Up day, seconda edizione

11 May 2022

 

SALENTO CLEAN UP DAY, iniziativa svoltasi sabato 7 e domenica 8 maggio scorsi, con l’obiettivo di difendere dal marine litter il fragile e meraviglioso ecosistema del Mare Nostrum. Oltre alla rimozione fisica dei rifiuti marini, per restituire spiagge, coste e scogliere più pulite alla comunità, la campagna mira a monitorare e tutelare lo stato di salute delle coste del Mediterraneo

 

La SALENTO CLEAN UP DAY è tornata con la sua seconda edizione. Il 7 e l’8 maggio scorsi, infatti, associazioni, università, comuni, enti pubblici, scuole e cittadini hanno collaborato per rendere più pulite le nostre coste.

Oltre 400 volontari, tra gli 8 e i 70 anni di età, hanno partecipato alle attività di pulizia svolte principalmente in 3 spiagge situate in prossimità di centri urbani della provincia di Taranto, Otranto e Ugento, riempiendo 61 sacchi, per un totale di circa 3 quintali. Oltre il 90% dei rifiuti rinvenuti è costituito da plastica: bottiglie e flaconi, tappi, bicchieri e frammenti eterogenei.

Una grande iniziativa di volontariato ambientale promossa, per il secondo anno di fila, da COMMON (COastal Management and MOnitoring Network for tackling marine litter in Mediterranean sea), progetto europeo finanziato da Eni CBC Med con 2,2 milioni di euro, che coinvolge Italia, Libano e Tunisia con l’obiettivo di tutelare le coste del Mediterraneo dal marine litter, attraverso una gestione sostenibile dei rifiuti marini.

I tratti di mare prospicenti le spiagge coinvolte nella clean up day sono già stati interessati, negli ultimi due anni, da attività di campionamento e monitoraggio dei rifiuti in mare realizzate dal CIHEAM Bari, con il supporto dell’Università del Salento. L’evento dello scorso fine settimana, in particolare, è stato organizzato con il contributo delle associazioni Plasticaqquà di Taranto, Amanti della Natura di Ugento e CLEAN UP di Tricase.

Oltre alla rimozione dei rifiuti, con la SALENTO CLEAN UP DAY si è cercato di sensibilizzare e informare sugli effetti devastanti che le attività umane e, in particolare, la cattiva gestione dei rifiuti sulla terraferma, producono se non regolate da vincoli precisi, necessari per tutelare la salute del mare.

Le spiagge e i fondali del Mar Mediterraneo producono più di 8 tonnellate di rifiuti l’anno, di cui oltre l'80% è costituito da plastica: tappi di bottiglia, giocattoli, cotton-fioc, buste. Secondo gli ultimi dati di monitoraggio, analizzati dai ricercatori del CIHEAM Bari per il progetto COMMON, le attività terrestri si riconfermano principale fonte di inquinamento (35% dei rifiuti totali), seguite da quelle lungo la costa (20%). Ridurre il nostro impatto sull'ambiente non è solo possibile, ma necessario.

Anche quest’anno il progetto COMMON fornisce dati utili per il monitoraggio e l’analisi dello stato di salute del Mediterraneo. Le informazioni relative a quantità e tipologia di rifiuti raccolti durante ogni appuntamento sono elaborati e resi disponibili su www.commonproject.it, il portale nato sia per raccogliere indicazioni e strumenti utili per arginare il problema dei rifiuti marini nel Mar Mediterraneo, sia per accrescere l’importanza di tutelare il mare e la biodiversità che esso preserva.

Inoltre, anche in questa occasione si è proceduto alla rilevazione del numero di oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria COVID-19 (guanti, mascherine, ecc.).