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Progetto COMMON, al via le attività di monitoraggio del marine litter

23 October 2020

È stata avviata, questa settimana, la prima campagna di monitoraggio delle macro e microplastiche nelle acque ioniche dell'area pilota Salentina. L’intervento di monitoraggio dei rifiuti marini e costieri, che rientra nell’ambito delle attività previste dal progetto COMMON, è condotto dal CIHEAM Bari con il supporto dell’Università del Salento - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali - DiSTeBA.

Il monitoraggio è stato realizzato tramite transetti attraverso l’osservazione diretta delle macroplastiche galleggianti e grazie all’utilizzo di una rete di tipo "manta" appositamente studiata per il campionamento delle microplastiche sullo strato superficiale della colonna d’acqua.

L’attività ha interessato al momento le aree di Lizzano e Gallipoli, sul versante ionico della regione e sarà realizzata, a breve, anche sul versante adriatico nelle acque antistanti la città di Otranto.

Quella avviata in questi giorni è stata la prima di quattro campagne di monitoraggio dei rifiuti che saranno portate avanti entro il 2022.

I campioni prelevati saranno analizzati presso i laboratori della sede di Valenzano del CIHEAM Bari, per definire con esattezza lo stato di inquinamento delle acque superficiali dei nostri mari.

Il progetto COMMON (COastal Management and MOnitoring Network for tackling marine litter in Mediterranean sea), finanziato nell’ambito del programma ENI CBC MED, punta a costruire una rete di collaborazione fra Italia, Tunisia e Libano per favorire la riduzione dei rifiuti marini. Il progetto vede coinvolti Legambiente, Università di Siena, Istituto Nazionale di Scienze e Tecnologie del Mare di Tunisi, CIHEAM Bari, tramite la sua sede di Tricase, l’ONG libanese Amwaj of the Environment, l’Università di Sousse, in Tunisia e la riserva naturale di Tyre in Libano.

Obiettivo principale del progetto è la riduzione del marine litter in 5 aree pilota. Si applicheranno i principi della Gestione Integrata delle Zone Costiere (ICZM) procedendo alla pianificazione dell’uso e del monitoraggio delle risorse e utilizzando un approccio partecipativo efficace che vedrà coinvolte le parti interessate e le comunità locali, con l’ambizione di testare un modello potenzialmente trasferibile a tutto il Bacino mediterraneo.